Lettera al direttore – Sassari Sera – 3 dicembre 1986

Sig. Direttore,
fra i tanti articoli critici che il Suo giornale mi dedica, ho avuto modo di apprezzarne uno che, tutto sommato, condivido.
Mi riferisco all’omaggio natalizio offerto dal Presidente della Giunta ai Giornalisti impegnati, per le relative testate, a seguire le attività delle istituzioni regionali per informarne l’opinione pubblica.
Riconosco la fondatezza della censura non tanto per una presunta illegittimità delle scelte o per l’eccessività di queste, ma piuttosto per un fatto di stile e – meglio sarebbe dire – di buon gusto.
Non intendo giustificarmi ma solo chiarire.
Del problema non mi sono personalmente occupato m ho delegato, come credo abbiano fatto i miei predecessori, l’Ufficio stampa regionale a scegliere gli oggetti da offrire – secondo una tradizione che si perde negli anni – ai colleghi dell’informazione politica.
Di tali scelte ho avuto notizia a cose fatte rilevando fra l’altro che diversi professionisti (ai quali sono legato da vincoli di stima e amicizia e che svolgono qualificata attività d’informazione politica) sono stati esclusi dall’omaggio presidenziale.
Né loro né io ci siamo preoccupati di rimediare. Insomma: la procedura degli omaggi natalizi appartiene a meccanismi che si attivano secondo iniziativa degli Uffici. Mi sto giustificando?
No di certo! Sono responsabile politicamente e giuridicamente di quanto avvenuto.
La Corte dei Conti ha giustamente eccepito rilievi che sul piano della legittimità saranno, io credo, superati.
Resterà il fatto di “stile” che sarebbe stato meglio evitare.
Voglio aggiungere che ove la Corte dovesse ravvisare estremi di illegittimità nelle scelte già fatte, non mi riprometto di fuggire.
Pagherò di tasca mia un errore commesso per interposta persona.