Lettera a Filippo Peretti – 21 novembre 1985

Caro Peretti,
nel leggere il servizio a Sua firma del titolo “ Salvare l’Eurallumina” ho apprezzato, oltre al rilievo dato dal giornale al grave problema, il diffuso senso di tensione che si avverte come espressione del vivo allarme politico-sociale che l’iniziativa dell’Emmeciesse sta suscitando nell’opinione pubblica, fra i partiti, (senza distinzione fra maggioranza e opposizione), i sindacati ed i cittadini.
Ritengo però doveroso precisare meglio due particolari:
1- nel riferire all’assemblea operaia delle informazioni ottenute dall’ing. Frank Galetto ho ricordato che lo stesso è stato da me convocato quale amministratore delegato dell’Eurallumina che, peraltro, senza alcun riferimento al “socio australiano” non rappresenta, come invece sembrerebbe dalla cronaca.
Forse si è stati indotti in equivoco per il fatto che l’ing. Galetto è di nazionalità australiana.
Ricordo in particolare che lo stesso ci riferì dati tecnici relativi ai costi di produzione e ai programmi e indirizzi decisi dal Consiglio di Amministrazione dell’azienda Eurallumina di cui tenne a precisare di essere fedele espressione.
2 – Sono stato io a chiedere all’ing. Galetto, e non il contrario, l’autorizzazione ad utilizzare la memoria (indicandone la fonte) che in occasione dell’incontro da me sollecitato, mi consegnò.
Fate queste precisazioni, La ringrazio ancora dell’essenziale ruolo che “La Nuova” sta svolgendo per informare l’opinione pubblica di quanto sta avvenendo e delle iniziative che l’Amministrazione regionale assume per salvaguardare i fondamentali interessi dei sardi.