Relazione in Commissione Marina mercantile

Sintesi della relazione del senatore Mario Melis in Commissione Marina mercantile (ottobre 1977)

Il senatore Melis, relatore alla Commissione, pone l’accento in primo luogo sul ruolo fondamentale che la marina mercantile è chiamata a svolgere nel contesto di una economia tipicamente di trasformazione come è quella italiana, fondata sul massiccio approvvigionamento all’estero di materie prime e su consistenti flussi di esportazione.
L’importanza di tale settore non trova tuttavia riscontro nel contesto del bilancio statale che evidenzia una chiara sottovalutazione del comparto marittimo penalizzando così l’intera economia nazionale. Occorre dunque avviare al più presto una seria politica programmatica che superi la logica degli interventi episodici e ponga mano, tra l’altro, ad una armonizzazione delle competenze nell’ambito di una politica integrata dei trasporti.
Soffermandosi sui problemi attinenti al sistema portuale, il senatore Melis ricorda le utili risultanze che stanno emergendo dall’indagine conoscitiva in via di espletamento da parte della Commissione. Fa presente in particolare che la limitata competitività dei nostri scali è la conseguenza degli esigui investimenti effettuati in questi anni, delle congestioni e delle strozzature che caratterizzano i collegamenti dei orti con gli hinterland, delle carenze dell’assetto giuridico ed istituzionale, del mancato adeguamento dell’organizzazione del lavoro alle nuove esigenze derivanti dalle avanzate tecnologie del trasporto marittimo, del processo di burocratizzazione subìto dagli enti portuali con negativi riflessi sul piano operativo.
Fornisce quindi numerosi dati riguardanti la consistenza e l’età media della flotta mercantile osservando che essa appare notevolmente statica rispetto alle flotte mondiali, com’è dimostrato anche dal rapporto tra demolizioni e nuove costruzioni. È questo un aspetto particolarmente negativo laddove si pensi che l’esuberanza dell’offerta di trasporto attualmente esistente a livello internazionale tende inevitabilmente ad emarginare le flotte con naviglio vetusto e tecnologicamente non avanzato.
Per quanto riguarda il settore dell’armamento pubblico il relatore Melis ricorda i principi fissati dalla legge n. 684 del 1974, per la ristrutturazione della FINMARE, articolata essenzialmente sulla riconversione della flotta pubblica dal settore passeggeri a quello merci nonché dal passaggio da un regime di sovvenzioni ad uno di libera imprenditorialità. Al riguardo fa notare che in questi anni si è proceduto alla graduale radiazione delle avi passeggeri, ormai antieconomiche rispetto al mezzo aereo, e all’immissione in linea di un nuovo naviglio, rispettando sostanzialmente il criterio della contestualità in modo da tenere conto dei problemi occupazionali risolti, tra l’altro, con forme di esodo agevolato e con la recente creazione di una società mista nel settore croceristi che si aggiunge alle altre società miste tra FINMARE ed aziende a partecipazione statale, la cui costituzione è stata prevista dalla legge n. 684 per razionalizzare gli approvvigionamento delle materie prime.
Riferendosi al settore dei collegamenti con le isole minori, il senatore Melis pone l’accento sulla esigenza di rendere tali servizi serpe più efficienti dal momento che essi rivestono un iterasse vitale per alcune regioni del Paese come la Sardegna la cui insularità ha sempre rappresentato un elemento di strozzatura del processo di sviluppo economico. È indilazionabile perciò adeguare i trasporti con l’isola unificare le tariffe della Tirrenia e delle ferrovie dello Stato, livellandole rispetto alle tariffe ferroviarie nazionali, completare il programma di costruzione di nuovi traghetti ed approfondire le possibilità di un sistema integrato di trasporti con la Corsica.
Passando a trattare della situazione della cantieristica, il relatore ricorda la particolare concorrenzialità della cantieristica giapponese ed osserva che i nostri cantieri, nonostante le strutture moderne, presentano una limitata produttività anche rispetto a quelli europei. Occorrono dunque provvedimenti finanziari adeguar per evitare la paralisi di tale settore che svolge un ruolo trainante anche per le notevoli attività indotte che esso moblita.
Per quanto concerne il credito navale il senatore Melis afferma che bisogna ovviare alla farragine delle procedure, rendendo più elastici i meccanismi di erogazione del finanziamenti, accrescere le disponibilità e sciogliere il dilemma circa i soggetti da finanziare. A suo giudizio è preferibile erogare il credito direttamente ai cantieri privilegiando così il momento industriale ed avvantaggiando comunque, sia pure indirettamente, lo stesso armamento.
Trattando poi il settore della pesca il relatore rileva che esso continua ad essere sottovalutato mentre il suo rilancio potrebbe notevolmente contribuire a ridurre il deficit alimentare del Paese.
Sottolineato il carattere prevalentemente artigianale della nostra pesca, effettuata con piccole imbarcazioni ed in limitati spazi di mare, il relatore afferma che occorre favorire l’associazionismo tra i pescatori, incentivare la costruzione di navi specializzate e la costruzione a terra di strutture per la commercializzazione del prodotto. Occorre inoltre evitare i frequenti conflitti circa le zone di pesca negoziando adeguati accordi internazionali, sviluppare la sperimentazione di nuove colture ittiche, regolamentare infine la pesca subacquea per impedire l’indiscriminata distruzione della fauna ittica costiera.
Richiamata l’esigenza di una sollecita revisione delle norme relative al demanio marittimo soprattutto per colpire l’abusivismo e sollecitata la stipulazione di intese con i Paesi rivieraschi per contrastare il grave fenomeno dell’inquinamento che sta compromettendo gli equilibri ecologici del Mediterraneo, il senatore Melis si sofferma poi sui problemi attinenti alla navigazione da diporto, sottolineando l’opportunità di incentivare le industrie che operano in tale settore nonché lo sviluppo dei porticcioli turistici che possono attirare non trascurabili correnti di traffico da diporto con conseguenti apporti di valuta.
Concludendo, il senatore Melis ricorda che la tabella della marina mercantile ha subìto decurtazioni considerevoli e che le previsioni di spesa, non soltanto per la parte corrente ma anche per gli investimenti, risultano inferiori di 250 miliardi rispetto al 1977. Sollecita al riguardo chiarimenti da parte del Ministro anche alla luce della nuova impostazione che il Governo ha inteso dare al bilancio statale.
Il presidente Tanga propone che il dibattito sulla tabella della marina mercantile si svolga nella seduta antimeridiana di lunedì.
La Commissione concorda.
La seduta termina alle ore 18,50